Ottobre 2008

Dusan Veličković
Dusan Veličković, nato nel 1947 a Sabac, è uno dei più noti e stimati giornalisti serbi. È anche scrittore, film maker ed editore. Figura emblematica di intellettuale liberal, voce brillante e coraggiosa dell’intelligenzia democratica belgradese e vera e propria coscienza critica del proprio Paese, dal 1993 al 1997 è stato direttore del più importante settimanale di Belgrado, “NIN”, venendo rimosso dall’incarico a causa della sua ferma opposizione al regime di Slobodan Milošević. Al suo forzato avvicendamento i redattori risposero con uno sciopero durato un mese e mezzo. Veličković ha vissuto una vera e propria “odissea” al tempo di Milošević, cominciata nei primi anni novanta, quando, assieme al figlio diciannovenne, venne reclutato “a scopo punitivo” dall’esercito jugoslavo con l’intento di inviarlo al fronte. Rifiutando l’arruolamento coatto, Veličković fu costretto ad abbandonare il Paese rifugiandosi a Vienna e in seguito a Parigi e Londra. Nel 1993 fece ritorno a Belgrado e venne designato, contrariamente alle abituali nomine politiche (a quei tempi la testata era proprietà dello Stato), direttore di “NIN”, dopo una serie di ballottaggi segreti fra i giornalisti della rivista. Il settimanale, un magazine di ispirazione liberale e indipendente già dai tempi della Jugoslavia di Tito, nonostante le forti pressioni censorie degli apparati di potere, divenne sin dal 1994 il punto di riferimento della stampa indipendente, nonché la rivista più prestigiosa e letta in Jugoslavia, schierata apertamente contro la dittatura di Milošević e la guerra. Per la sua linea editoriale e per le sue prese di posizione ufficiali Veličković fu oggetto di ripetute minacce e rischiò persino la vita: la polizia segreta lo seguì proprio il giorno in cui venne ucciso il suo collega e amico Slavko Ćuruvija, direttore di “Dnevni telegraf”, l’11 aprile 1999. Nel 1998 Veličković ha fondato la rivista letteraria “Biblioteka Alexandria”, che l’anno successivo è diventata anche una casa editrice indipendente.
Negli ultimi tempi ha diretto la rivista “Europa”. Fra i suoi tantissimi libri ricordiamo: Slike sumnje (Immagini del dubbio, 1993), un’intervista a diversi intellettuali e scrittori europei e americani; la raccolta di short stories Amor mundi (1999, tradotto in inglese e in spagnolo) sui bombardamenti NATO su Belgrado e sulla fine dell’era Milošević; il romanzo Internacionala (Internazionale, 2002) e Ðinðic (2007), una sorta di biografia dell’ex primo ministro assassinato il 12 marzo 2003. Alcuni suoi racconti sono stati inseriti nell’antologia italiana Casablanca serba (2003) curata da Nicole Janigro. Serbia hardcore è una versione allargata e aggiornata di Amor Mundi. All’edizione italiana è seguita quella serba nel 2009.
I suoi saggi, short stories e commenti sono stati inoltre pubblicati da importanti testate internazionali come “The Washington Post”, “Foreign Policy”, “Open Democracy”, “Lettre internationale”, “Sabesednik”.
Come regista, Veličković ha al suo attivo numerosi short movies e documentari, fra cui ricordiamo Lenjin u pokretu (Lenin in movimento), Smrtni ljudi, besmrtni zloèini (Uomini mortali, crimini immortali) e Ðinðic: jedan život (Ðinðic: una vita). Si è aggiudicato inoltre il premio Ondas a Barcellona per il miglior radiodramma con Campo santo.
Opere in italiano
Lettera a Friedrich Naumann; Stress, in N. Janigro (a cura di), Casablanca serba. Racconti da Belgrado, Feltrinelli, Milano 2003
Serbia hardcore, Zandonai, Rovereto 2008

