Settembre 2009
Walter Gropius
Walter Gropius (1883-1969) nasce a Berlino in una famiglia di architetti originaria di Braunschweig. Dopo aver studiato Architettura nei Politecnici di Monaco e Berlino, lavora come assistente di Peter Behrens e in seguito apre un proprio studio nella città natale dove prende il via la sua attività autonoma di architetto e designer. È in questo momento che inizia la collaborazione con Adolf Meyer, destinata a durare per quindici anni, fino al 1925. Nel 1911 progetta gli stabilimenti della Fagus ad Alfeld an der Leine, nei pressi di Hannover: è la sua prima grande opera, un progetto caratterizzato da notevoli innovazioni formali. Di ritorno dalla guerra, alla quale prende parte come ufficiale, gli viene affidata la direzione prima dell’Arbeitsrat für Kunst a Berlino, poi della Kunsthochschule (Accademia d’Arte) a Weimar, che il 1 aprile 1919 diventa la Staatliches Bauhaus. Contribuisce così alla fondazione di una delle istituzioni più importanti per lo studio dell’architettura e del design del XX secolo, e ne è fin da subito direttore e punto di riferimento. Con il successivo trasferimento della scuola del Bauhaus da Weimar a Dessau, Gropius ne progetta la nuova sede, realizzando uno degli edifici più significativi dell’architettura moderna e partecipando alla formazione di uno spazio didattico e creativo centrale per la cultura architettonica del Novecento. Con l’avvento del nazismo emigra in Inghilterra e successivamente negli Stati Uniti, dove, nel 1937, viene chiamato a dirigere la facoltà di Architettura della Graduate School of Design di Harvard. Nel 1945 fonda a Cambridge il TAC (The Architects Collaborative), un team composto da suoi ex allievi con cui porta a compimento alcune analisi e ricerche fondamentali nel suo itinerario teorico, e conclude la propria carriera professionale.
Il percorso creativo e metodologico di Walter Gropius trova una mirabile sintesi nelle pagine della sua ultima raccolta di scritti dal titolo Apollo nella democrazia, in cui accanto a riflessioni di carattere teorico trovano spazio lucidissime meditazioni sul rapporto tra società, architettura e democrazia, che hanno il merito di affrontare, tra l’altro, la fondamentale questione della democraticità degli strumenti tecnici e il ruolo dell’architetto nella moderna società industriale e dei consumi.
Opere in volume in italiano
Architettura in Giappone, Gorlich, Milano 1995
Architettura integrata, il Saggiatore, Milano 1994 [1959]
Opera completa, a cura di W. Nerdinger, Electa, Milano 1995 [1988]
La nuova architettura e il Bauhaus, Abscondita, Milano 2004
Per un’architettura totale, Abscondita, Milano 2007
Apollo nella democrazia, Zandonai, Rovereto 2009


