Novembre 2009
Ernesto N. Rogers
Ernesto Nathan Rogers (1909-1969) è tra le figure più significative della cultura architettonica italiana del Novecento. Triestino di nascita, nel 1921 si stabilisce a Milano. Si laurea nel 1932 presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e, nello stesso anno, fonda nel capoluogo lombardo lo “Studio architetti BBPR” insieme ai compagni di studi Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso ed Enrico Peressutti. Sin dagli esordi lo studio BBPR firma alcuni tra i progetti più interessanti del panorama italiano, quali il Piano regolatore della Valle d’Aosta (1936) e, a Milano, il Monumento commemorativo dei Caduti nei campi di concentramento in Germania presso il Cimitero Monumentale (1946), il restauro e la sistemazione dei musei del Castello Sforzesco (1956-63) e la Torre Velasca (1958), edificio-manifesto del pensiero teorico di Rogers in cui vengono affrontate le problematiche delle preesistenze ambientali e del rapporto della costruzione con la storia. A causa delle sue posizioni antifasciste, tra il 1943 e il 1945 Rogers si trasferisce in Svizzera, dove insegna presso lo Champ Universitaire Italien di Losanna e la Haute École d’Architecture di Ginevra, pur mantenendo vivi i suoi contatti con l’Italia. Dal 1947 al 1959 è membro dei CIAM e stringe rapporti con i maggiori rappresentanti del Movimento Moderno, tra cui Walter Gropius, Le Corbusier, Alvar Aalto e Sven Markelius. In particolare, con Gropius condivide l’interesse per il ruolo pedagogico che l’architetto è chiamato a ricoprire. Dal 1952 Rogers è titolare del corso di Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti presso il Politecnico di Milano dove, solamente dal 1962, insegna Elementi di composizione. Tiene inoltre conferenze e corsi nelle più prestigiose scuole d’architettura internazionali, tra cui l’Architectural Association School di Londra e l’Harvard University. L’attività di docente, da lui svolta con impegno e passione, costituisce anche l’occasione per riflettere sui problemi dell’insegnamento dell’architettura, costantemente improntato a un approccio maieutico. Parallelamente alla pratica professionale e accademica, Rogers conduce un’intensa attività pubblicistica, che lo conferma come intellettuale di riferimento nella cultura architettonica italiana e internazionale. È redattore, dal 1933 al 1936, della rivista “Quadrante” e dirige, tra il 1946 e il 1947, il mensile “Domus”. Dal 1953 al 1964 è direttore di “Casabella-continuità”, nella cui redazione coinvolge numerosi dei migliori studenti dei suoi corsi al Politecnico di Milano.
Esperienza dell’architettura, Einaudi, Torino 1959
Gli elementi del fenomeno architettonico, Laterza, Roma-Bari 1961
Editoriali di architettura, Zandonai, Rovereto 2009

