Friedrich Torberg

Friedrich Torberg (1908-1979), intellettuale dal talento multiforme, fu romanziere, poeta, polemista, sceneggiatore, critico teatrale e traduttore. Di lui Franz Werfel scrisse addirittura che «tra gli scrittori entrati in campo nel periodo fra le due guerre, è probabilmente il solo che ha qualcosa da dire e sa come dirla».
Torberg, il cui vero nome era Friedrich Ephraim Kantor (Berg era il cognome della madre), apparteneva a una famiglia di ebrei praghesi trasferitisi a Vienna, città nella quale nacque e trascorse gli anni dell’infanzia e la prima parte della giovinezza. Nel 1921 si trasferì a insieme alla famiglia a Praga, dove oltre a conseguire la maturità divenne campione di pallanuoto nelle fila della squadra ebraica. Nel 1928 apparvero nel “Prager Tageblatt” le sue prime poesie, firmate con lo pseudonimo che lo avrebbe reso poi uno scrittore famoso. Il suo primo romanzo, il “thriller scolastico” Der Schüler Gerber hat absolviert [L’alunno Gerber si è diplomato], pubblicato grazie al sostegno di Max Brod nel 1930, conobbe uno straordinario successo e fu presentato dall’editore Paul Zsolnay come il «grido d’allarme della gioventù contro lo stupro dell’anima» subìto a causa del sistema scolastico repressivo.
Cinque anni dopo il suo Die Mannschaft [La squadra], opera con cui Torberg inaugurò in ambito tedesco il romanzo sportivo, ebbe la ventura di finire sia nelle liste dei libri vietati dall’Ufficio di Sicurezza del Reich tedesco sia fra i testi più letti nelle biblioteche delle associazioni giovanili naziste.
Antinazista e sionista, nel 1938 Torberg emigrò in Svizzera e allo scoppio della guerra si unì volontario all’esercito cecoslovacco di liberazione in Francia. Dopo la disfatta e l’invasione della Francia riuscì a trasferirsi in Portogallo e a entrare fra i “dieci eminenti scrittori antinazisti” (fra cui Franz Werfel, Heinrich Mann e Alfred Polgar) che il PEN Club fece emigrare negli Stati Uniti con un contratto annuale presso la Warner Bros. In America lavorò come sceneggiatore a Hollywood e a New York, e pubblicò nel 1943 (in Europa l’edizione uscì soltanto cinque anni dopo) il romanzo breve A me la vendetta, la sua opera più riuscita dal punto di vista letterario. Prima di rientrare in Europa e di stabilirsi a Vienna, scrisse due altri romanzi: Eccomi, padre mio e Die zweite Begegnung [Il secondo incontro].
Negli anni successivi intensificò la sua attività di giornalista e si distinse per le sue posizioni di intellettuale anticonformista e scomodo. Celebri le sue polemiche contro Thomas Mann (definito un fellow traveller dei socialisti) e Bertolt Brecht, conosciuto durante l’esilio americano e oggetto già allora di sferzanti parodie, delle cui opere Torberg invitò apertamente al boicottaggio (e con successo: per quasi dieci anni nessuna pièce teatrale brechtiana fu messa in scena in Austria), ma con il quale condivideva la passione per le donne e per le auto veloci.
Nel 1975 scrisse il romanzo Die Tante Jolesch oder Der Untergang des Abendlandes in Anekdoten [La zia Jolesch ovvero il tramonto dell’Occidente in aneddoti], una sorta di controcanto umoristico alla celebre opera di Oswald Spengler e a cui farà seguito, tre anni dopo, la seconda parte, dal titolo Die Erben der Tante Jolesch [Gli eredi della zia Jolesch]. Si tratta di due opere in cui riesce a ricreare, con grande umorismo venato di melanconia, la vita quotidiana della bohème ebraica nella Vienna postimperiale fino all’avvento di Hitler, le emigrazioni forzate e i successivi ritorni in Europa.
Torberg muore a Vienna nel 1979, una ventina di giorni dopo aver ricevuto il Grosser Staatspreis für Literatur, massimo riconoscimento letterario austriaco.

Opere in italiano
Eccomi, padre mio, Einaudi, Torino 1950
Mia è la vendetta, Zandonai, Rovereto 2010