Wolfgang Koeppen

Wolfgang Koeppen è nato a Greifswald nel 1906. Dopo aver abbandonato il ginnasio a causa delle ristrettezze economiche familiari, svolge i lavori più diversi, dal libraio all’attore, dall’aiuto regista teatrale all’aiuto cuoco, fino a trasferirsi, nel 1927, a Berlino, dove inizia a collaborare per la rivista “Berliner Börsen-Courier”. A quegli anni risalgono i suoi primi lavori letterari. Nel 1934 si trasferisce prima in Italia, dove scrive il suo primo romanzo Eine unglückliche Liebe (Un amore infelice), poi in Olanda, dove inizia Die Jawang-Gesellschaft (La società Jawang), opera che rimarrà sempre incompiuta. L’anno successivo appare Die Mauer schwankt (Il muro vacilla). Tornato a Berlino nel 1941, si dedica prevalentemente al cinema, iniziando la carriera di drammaturgo e sceneggiatore. Durante la guerra si nasconde a Monaco per evitare il servizio militare. Nel 1948 esce anonimo La tana di fango (Jakob Littners Aufzeichnungen aus einem Erdloch), una sorta di memoriale dell’ebreo polacco Jakob Littner, scampato tra mille traversie alla Shoah.
È proprio negli anni immediatamente successivi al conflitto mondiale che Koeppen viene consacrato come uno dei più importanti scrittori tedeschi contemporanei, senz’altro il più autorevole esponente della cosiddetta “letteratura del dopoguerra”. I suoi romanzi più celebri, che compongono la “trilogia” degli anni cinquanta – oltre a La morte a Roma (Der Tod in Rom), ricordiamo Tauben im Gras (Colombe nell’erba, 1951) e Das Treibhaus (La serra, 1953) –, sono un affresco lucido e spregiudicato della Germania denazificata, di una società animata da desideri di riscatto e lacerata dalla colpa, perennemente oscillante tra la rimozione collettiva, l’ipocrisia consolatoria e l’angoscia delle nuove generazioni.
Successivamente, Koeppen promuove un genere sino ad allora pressoché sconosciuto in Germania, e cioè la “letteratura di viaggio”. Nach Rußland und anderswohin (In Russia e verso altri luoghi, 1958), Amerikafahrt (Viaggio in America, 1959) e Reisen nach Frankreich (Viaggi in Francia, 1961) sono i titoli apparsi in questa nuova veste di narratore. La sua intensa attività di scrittore e la sua opera vengono ufficialmente riconosciute nel 1962 con l’assegnazione del prestigioso premio Georg Büchner.
Intellettuale schivo e refrattario alle ribalte letterarie e ai dibattiti pubblici, negli anni successivi Koeppen continua a scrivere con continuità, pur senza pubblicare altri libri. Si tratta in prevalenza di recensioni, racconti, inizi di romanzi mai portati a termine. Nel 1986 l’editore Suhrkamp pubblica una prima edizione in sei volumi delle sue opere complete a cura del “decano” Marcel Reich-Ranicki e di Hans-Ulrich Treichel. Nel 1996 Koeppen muore a Monaco.
Attualmente Suhrkamp sta realizzando un’altra edizione delle sue opere complete in sedici volumi.

Opere in italiano
La morte a Roma, Einaudi, Torino 1959
Il muro vacilla, Mondadori, Milano 1989
La tana di fango. Memorie di un sopravvissuto, Giuntina, Firenze 2002
La morte a Roma, Zandonai, Rovereto 2008