Ardian-Christian Kyçyku

Ardian-Christian Kyçyku (1969) è uno dei più interessanti e apprezzati scrittori contemporanei di lingua albanese. Nato a Pogradec, cittadina dell’Albania orientale che si affaccia sulle rive del lago di Ocrida – e suggestivo scenario del romanzo I fiumi del Sahara –, ha frequentato la facoltà di Storia e Filologia dell’Università statale di Tirana. Successivamente ha sostenuto il dottorato in Letteratura comparata presso l’Università di Bucarest, dove attualmente è docente di scienze umane e della comunicazione. Da quasi un ventennio ha eletto la capitale romena a residenza stabile, e la sua originalissima e feconda officina letteraria viene tuttora forgiata in entrambe le lingue, l’albanese e il romeno – seguendo le orme di un altro grande scrittore suo connazionale, Panait Istrati –, tanto che in un’occasione ha definito il suo status «a metà tra il rinnegato culturale di professione e il vecchio cosmopolita». È inoltre membro dell’Unione degli Scrittori di Romania, della Società degli Scrittori di Bucarest, della Lega degli Scrittori e degli Artisti d’Albania, del Central European Academy of Science and Art e dell’Académie Européenne des Arts. È infine decano della facoltà delle Arti e delle Scienze dell’Università Gheorghe Cristea di Bucarest.
Ha al suo attivo una ventina tra romanzi, novelle e drammi teatrali in albanese e altrettanti testi in romeno, tra cui il romanzo epico Un trib glorios şi muribund. Eposul unei uitări [Una stirpe gloriosa e moribonda. L’epopea di una dimenticanza, 1998-2005], una saga balcanica violenta e poetica, che ha spinto il celebre prosatore Vasile Andru a definirlo un «Marquez dell’Europa dell’Est». Alla produzione letteraria si affianca l’attività di giornalista e di critico letterario, soprattutto dalle colonne della rivista bilingue (albanese-romeno) “Haemus”, che lui stesso ha contribuito a fondare nel 1998. È inoltre direttore della compagnia teatrale di Bucarest “Teatru-th”.

Opere in italiano
I fiumi del Sahara, Zandonai, Rovereto 2011