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Emilio Salgari

Emilio Salgari (1862-1911), nato a Verona da Luigi e dalla veneziana Luigia Gradara, è stato per intere generazioni di lettori – e per molte altre continuerà a essere – l’indiscusso “re dell’avventura”. Si rivela un autore estremamente precoce e dalla straordinaria immaginazione fin dal suo esordio, ad appena vent’anni, con la pubblicazione in quattro puntate su un settimanale milanese de I selvaggi della Papuasia. Seguiranno infatti più di ottanta romanzi, ambientati tra la Siberia e l’Oceano Indiano, il Sahara e il Pacifico, tutti luoghi che Salgari ha modo di vedere solamente sulle pagine di libri ed enciclopedie. Nonostante amasse fregiarsi del titolo di «capitano di gran cabotaggio» e definirsi «viaggiatore avvezzo a ogni tempesta», Emilio non ottenne mai la licenza di navigazione, pur avendo frequentato per due anni l’Istituto tecnico e nautico “Paolo Sarpi” di Venezia. Di fatto, il suo unico viaggio per mare fu nel 1880 sulla rotta Venezia-Brindisi a bordo dell’Italia Una – tre mesi in tutto. Nel 1883 inizia la collaborazione con “La Nuova Arena”, inaugurata con la pubblicazione a puntate de La Tigre della Malesia, e quattro anni dopo dà alle stampe il suo primo libro, La Favorita del Mahdi. Nello stesso anno muore la madre, seguita a breve distanza dal padre, suicida. Nel 1892 sposa Ida Peruzzi e poco dopo si trasferisce in Piemonte, dove vive per molti anni, in particolare a Torino, che diventa la sua città d’adozione. Nel 1897, al momento della sua massima notorietà, re Umberto I gli conferisce la carica di “cavaliere della Corona d’Italia”, ma nonostante l’onorificenza egli continua a mantenere un atteggiamento di sostanziale sprovvedutezza e ingenuità nei confronti dei suoi editori, i quali spesso se ne approfittano riconoscendogli somme di denaro del tutto irrisorie se paragonate al suo talento di narratore e alla sua prolificità. Le condizioni economiche di Salgari si fanno sempre più difficili, soprattutto a partire dai primi anni del nuovo secolo, quando è costretto a contrarre ingenti debiti per pagare la degenza della moglie in una clinica psichiatrica. Il 25 aprile 1911, a meno di un anno da un tentativo fallito, riesce a togliersi la vita con un rasoio in un boschetto nei dintorni di Torino.