Susanne Scholl

Susanne Scholl (1949) è nata a Vienna, dove intraprende gli studi di Slavistica, conclusi con una tesi di dottorato all’università di Roma dopo un lungo soggiorno in Unione Sovietica. Si dedica al giornalismo fin da giovanissima, collaborando con il quotidiano francese “Le Monde”. Nel 1986 entra a far parte della neonata redazione “est-europea” della rete televisiva statale austriaca ORF. Nel 1989 diventa corrispondente da Bonn ed è testimone diretta degli eventi che portano alla Riunificazione tedesca. Nel 1991 viene trasferita, in qualità di corrispondente e capostruttura, a Mosca, dove rimane quasi ininterrottamente fino al 2009. Subito dopo l’assassinio, nel 2006, di Anna Politkovskaja, Scholl si dedica alla realizzazione di un documentario sulla vita della collega e amica giornalista, compiendo tra l’altro un lungo viaggio in Cecenia sulle tracce dei protagonisti cui Anna ha dato voce nelle sue coraggiose inchieste. Le immagini e le interviste sono oggetto di minacce e ripetute censure da parte delle autorità russe, che culminano addirittura nell’arresto operato da alcuni agenti del FSB, i servizi segreti di Mosca. Viene rilasciata solo grazie all’intervento ufficiale dell’ambasciata austriaca. Ciò non le impedirà tuttavia di proseguire il suo lavoro d’inchiesta sulla Cecenia, culminato nel romanzo-reportage Ragazze della guerra (Voland, 2009), nel quale – tra madri-coraggio e vedove di guerra, donne comuni in una società lacerata da ingiustizie e quotidiane violenze – spicca la figura di Natalija Estemirova, attivista per i diritti umani rapita e uccisa a Groznyj nel luglio 2009.
Scholl è autrice di tre saggi, altrettanti romanzi e un volume di poesie che le sono valsi numerosi riconoscimenti presso istituzioni governative e culturali del proprio Paese, tra cui la prestigiosa “Croce d’onore austriaca per la Scienza e le Arti” (2002). Nel 2007 le sono stati inoltre assegnati i premi giornalistici “Axel-Corti” e “Concordia”, per il «coraggio e l’obiettività dimostrate nel corso della sua lunga esperienza giornalistica in una zona calda come quella delle ex Repubbliche sovietiche». Tra le sue opere di narrativa ricordiamo il romanzo biografico Elsas Großväter [I nonni di Elsa, 2003], dedicato alla drammatica storia della sua famiglia di origine ebraica.


Opere in italiano:
Ragazze della guerra, Voland, Roma 2009
Russia senz’anima?, Zandonai, Rovereto 2011