Jenny Erpenbeck

Jenny Erpenbeck (1966) è nata a Berlino Est ed è l’ultima erede di una dinastia di intellettuali della DDR. Il padre John era fisico e filosofo, la madre, Doris Kilias, traduttrice dall’arabo, mentre i nonni, Fritz Erpenbeck e Hedda Zinner, entrambi scrittori. Dopo una breve parentesi all’Università Humboldt di Berlino, intraprende gli studi di Regia presso il conservatorio Hanns Eisler, dove è allieva, tra gli altri, di Peter Konwitschny, Ruth Berghaus e Heiner Müller. Parallelamente all’attività di scrittrice, Erpenbeck coltiva la vocazione per il teatro musicale, che la porta a dirigere, tra gli altri, opere di Schoenberg, Monteverdi, Bartók e Mozart.
Il suo esordio letterario è Geschichte vom alten Kind (Racconto della bambina vecchia, 1999), un romanzo in cui la giovanissima protagonista, una bambina muta e senza passato, vive la reclusione in orfanotrofio come un’esperienza onirica e totalizzante. Affascinati dal suo straordinario talento, alcuni critici la consacrano come l’astro nascente della letteratura tedesca contemporanea. «Non leggevo qualcosa di così bello, così stimolante, intrepido e vivo da molto tempo» commenterà Nicole Krauss. Con il pluripremiato Heimsuchung (Di passaggio, 2008), tradotto in una quindicina di lingue, si impone definitivamente sulla scena letteraria internazionale, ottenendo un sorprendente successo di pubblico e di critica anche oltreoceano. Di questo libro, presentato al pubblico italiano nella magistrale traduzione di Ada Vigliani, ha scritto Michel Faber: «Jenny Erpenbeck ci immerge così in profondità nell’universo di ciascun personaggio, che finiamo per affezionarci a ciascuno di essi, preoccuparci di ciò che li preoccupa, ignorare ciò che anche loro ignorano. Vorremmo che nessuno fosse costretto ad abbandonare la casa».

Opere in italiano
Di passaggio, Zandonai, Rovereto 2011