Ottobre 2009
Settembre 2008
Ottobre 2007
Boris Pahor
Boris Pahor è riconosciuto da tutti come il più grande autore vivente di lingua slovena. Vera e propria coscienza critica del Novecento, voce accorata di una minoranza linguistica spesso perseguitata e ridotta al silenzio, intellettuale “scomodo” per antonomasia, è uno degli scrittori più interessanti della letteratura mitteleuropea contemporanea e al tempo stesso più negletti nel panorama editoriale italiano.
Nato nel 1913 a Trieste, dove tuttora vive e dove ha insegnato Lettere slovene e italiane al liceo, Boris Pahor ha pubblicato moltissimo. I suoi romanzi sono stati tradotti dallo sloveno in francese, inglese e tedesco con grande successo, ma poco in italiano. L’autore, molto amato in Francia e più volte segnalato all’Accademia svedese per il Nobel alla Letteratura, è stato recentemente insignito della Légion d’honneur (2007) per i meriti in campo letterario. Tra gli altri riconoscimenti ricordiamo il premio Prešeren, maggiore onorificenza slovena in campo culturale, il San Giusto d’Oro e il recentissimo premio Napoli.In Italia ha conosciuto il successo letterario, pur tardivo, grazie al suo romanzo più importante, Necropoli, tradotto e pubblicato nel 2008. Durissima testimonianza autobiografica, il romanzo racconta l’esperienza dell’autore nei campi di concentramento nazisti, in cui venne imprigionato per aver partecipato alla resistenza slovena durante la seconda guerra mondiale. Pahor affronta in queste pagine, tra l’altro, il tortuoso incubo della colpa (quantomeno sentita come tale) del sopravvissuto, di chi è tornato, incubo che tanto ha pesato su Primo Levi. Così scrive Claudio Magris nella sua introduzione al libro: «Necropoli, annoverato da decenni fra i capolavori della letteratura dello sterminio, è un libro eccezionale, che riesce a fondere l’assoluto dell’orrore – sempre qui e ora, presente e bruciante, eterno davanti a Dio – con la complessità della storia, la relatività delle situazioni e i limiti dell’intelligenza e della comprensione umana».Tra le opere in italiano ricordiamo Il petalo giallo (Zibelka sveta), Qui è proibito parlare (Parnik trobi nji) e Il rogo nel porto (Kres v pristanu). Quest’ultima raccolta di racconti è ambientata nella Trieste degli anni venti e trenta del secolo scorso, una città attraversata dalle drammatiche tensioni tra il fascismo trionfante e la perseguitata comunità slovena.
Nel 2009 Zandonai ha pubblicato Una primavera difficile (Spopad s pomladjo), altra prova di spessore del grande autore sloveno che, con la sua puntuale descrizione di una storia che concerne innanzitutto gli sloveni d’Italia, ha saputo cogliere e trasportare con grande sensibilità e maestria alcuni dei temi più profondi e delle questioni più sconcertanti dell’umanità ferita del XX secolo.
Opere in italiano
Srecko Kosovel, Studio Tesi, Pordenone 1993
La villa sul lago, Nicolodi, Rovereto 2002
Letteratura slovena del Litorale, Mladika, Trieste 2004
Il petalo giallo, Zandonai, Rovereto 2007
Necropoli, Fazi, Roma 2008
Il rogo nel porto, Zandonai, Rovereto 2008 Qui è proibito parlare, Fazi, Roma 2009
Tre volte no, Rizzoli, Milano 2009
Una primavera difficile, Zandonai, Rovereto 2009
Piazza Oberdan, Nuova Dimensione, Portogruaro 2010


