Carlo A. Parmeggiani

Ignorato scopritore di teoremi di geometria proiettiva mai verificati e di eleganti congetture sul concetto di infinito altrettanto mai considerate, Carlo Alberto Parmeggiani (Carpi, 1949), dopo una laurea presa a pieni voti discutendo con Luciano Anceschi una tesi sullo spazio dell’immaginario nella letteratura, prende ad andare avanti e indietro, al di qua e al di là di quei confini che la sorte gli aveva destinato, per fare le esperienze di una vita, rincorrendo pensieri e mestieri disuguali, dal bookmaker alle corse dei cavalli al répétiteur des mathématiques in istituti di cultura ginevrini. Quindi, dopo aver viaggiato quanto basta per non farne un motivo d’esistenza e mettere radici a sufficienza per preferire il viaggio alla fermata, concorre e vince un posto di insegnante nelle scuole superiori nella città da cui era partito e dove, nottetempo, aveva incominciato a scrivere romanzi, note di costume e racconti brevi finiti in un cassetto. A riaprire quel cassetto lo hanno obbligato prima l’editore Carte scoperte di Milano, con cui ha pubblicato A tempo debito (2006) e La malapiega (2007), e poi Zandonai di Rovereto, presso cui sono usciti La vera storia di Leon Pantà (2007) e La mezza estate (2009).
Attualmente vive, lavora e fa le sue lunghe camminate a Carpi.

Opere
A tempo debito, Carte scoperte, Milano 2006
La malapiega, Carte scoperte, Milano 2007
La vera storia di Leon Pantà, Zandonai, Rovereto 2007
La mezza estate, Zandonai, Rovereto 2009