Aleš Šteger
BERLINO
Prefazione di Dario Borso
Traduzione di Michele Obi
Prezzo online scontato del 15%
€ 12,80
ISBN: 978-88-95538-22-8
ACQUISTA ONLINE
In copertina:
Aleš Šteger, Medprostori, medmejami, 2006
© Tutti i diritti riservati
VAI ALL'ELENCO DEI LIBRI
A Berlino è la città, non i suoi abitanti, a decidere l’orientamento. A chi vive qui capita di perdersi e ritrovarsi, perdersi e ritrovarsi, due passi alternati, due passi che non possono fare a meno l’uno dell’altro.
La Berlino raccontata da Aleš Šteger in trenta brevi e audaci prose è una città-fessura in cui ci si smarrisce, una metropoli piena di buchi neri che inghiottono il passante per poi risputarlo fuori come dall’altra parte di uno specchio magico. A Berlino gli orli del tempo frantumato sono visibili ovunque, al pari di quella «doppia traccia rosso mattone sull’asfalto» in cui i piedi continuano a incespicare, come se il Muro non fosse stato abbattuto ma «fosse semplicemente stato sepolto».
L’autore scrive in una sorta di simbiosi lirica con le strade, i monumenti, i cimiteri e persino con le fenditure dell’asfalto della città, cogliendone emblemi, splendori e cadute, e delineando in pochi sapienti tocchi i tratti dei berlinesi, «maestri del vivere nel vuoto».
Aleš Šteger (1973) è uno degli interpreti più brillanti ed eclettici della nuova letteratura slovena. Scrittore cosmopolita, traduttore, critico letterario, fotografo, instancabile giramondo, Šteger è ideatore e organizzatore di festival ed eventi letterari. È inoltre direttore editoriale della casa editrice Študentska založba di Lubiana.
Ha al suo attivo diverse raccolte di poesia, tradotte in varie lingue, e un racconto di viaggio. Ha curato diverse antologie di poesia slovena e tradotto, tra gli altri, Pablo Neruda, Gottfried Benn e Ingeborg Bachmann.
Il suo Berlin si è aggiudicato in patria il premio Marjan Rožanc ex aequo per il miglior saggio 2007.
