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Stelio Mattioni


DOLODI


Prefazione di Francesco De Nicola


ISBN: 978-88-95538-77-8

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In copertina:
Emiliano Lucchetta, Osmica, 2008
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«Però! Non mi ero mai accorta che il confine è a due passi. Mi sbaglio, o quando avete comprato la casa era più lontano?».

Dolodi è un vecchio intrigante, colto e squattrinato, che irretisce il giovane Emilio convincendolo, nonostante i timori della moglie, ad acquistare la sua grande e fatiscente casa, che sorge isolata a ridosso del confine di Stato e su cui gravano oscure ipoteche. Il trasferimento della coppia dalla città sull’Altipiano porta con sé un forte senso di inquietudine: la casa suscita l’impressione di una minaccia incombente, diventa un fortino da cui non si esce e in cui non si può entrare, un labirinto nel quale precipitano angosce e forze malvagie. Ad accrescere questa sensazione di ineluttabilità, magistralmente resa dalla penna di Mattioni, i paletti che segnano la vicina frontiera vengono spostati nottetempo da mani ignote, quasi il confine volesse impossessarsi della casa e dei suoi abitanti, stringendosi intorno a loro come un laccio. E per liberarsene ciascuno dovrà sacrificare una parte di sé.
Mattioni, scrittore definito da Calvino «misterioso sul serio», ci conduce in queste pagine – animate da un’inconsueta forza letteraria e da strani fremiti – fino a quel confine errante e provvisorio che separa la realtà dall’ignoto.


Stelio Mattioni (1921-1997), triestino, ha trascorso l’intera vita nella sua città natale lavorando presso una raffineria, prima come impiegato poi in qualità di dirigente, e coltivando parallelamente la passione per la scrittura. Scoperto da Roberto Bazlen, dopo l’esordio letterario con il romanzo Il sosia (Einaudi, 1962) ha pubblicato tra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta cinque volumi per la casa editrice Adelphi che lo hanno collocato di diritto tra i più originali e dotati scrittori italiani. Apprezzato, fra gli altri, da Magris e Raboni, è stato spesso accostato a Buzzati per la ricchezza e l’enigmaticità del suo mondo fantastico, e a Pirandello per le sue storie segnate dall’inesorabile affiorare dell’assurdo nel reale. Ha collaborato, come giornalista e sceneggiatore, a giornali, riviste e radio, e preso parte attivamente alla vita culturale della propria città. La sua Storia di Umberto Saba (Camunia, 1989) rimane tuttora la migliore biografia del grande poeta triestino.
Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo il romanzo Tululù (Adelphi, 2002) e la raccolta di scritti Memorie di un fumatore (MGS, 2009), entrambi postumi.