Marco Pozzetto
FIGURE DELLA MITTELEUROPA
Prefazione di Damjan Prelovšek
A cura di Maurizio Giufrè
ISBN: 978-88-95538-03-7
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In copertina:
Otto Wagner, Particolare della decorazione dei pilastri interni della Cassa di Risparmio postale di Vienna, 1904 (stilizzazione grafica di Francesca Ameglio Pulselli)
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Wagner era indubbiamente un grandissimo architetto – debbo naturalmente risparmiare citazioni in proposito – ma, se fosse lecito scindere la parte ideale, teoretica della sua opera da quella propriamente costruttiva, ci si accorgerebbe che la vera grandezza dell’uomo non sta nelle opere costruite – sotto questo profilo certamente nella stessa Vienna si possono trovare architetti quasi altrettanto notevoli – ma nel propugnare un modo ancora sconosciuto per affrontare gli eterni e pur sempre nuovi problemi dell’architettura. In questa indicazione di una via, non semplicemente della via sono, a mio parere, racchiusi i contributi di Wagner al pensiero architettonico che sta alla base di tutta l’architettura della prima metà del nostro secolo.
Vengono qui raccolti per la prima volta gli scritti di Marco Pozzetto, da tempo ormai introvabili perché sparsi tra riviste, cataloghi e pubblicazioni di settore. Storico e critico dell’architettura fra i più importanti d’Europa, Pozzetto ha profondamente influenzato la nostra comprensione dello spazio architettonico e artistico della Mitteleuropa.
Il volume si articola in tre principali filoni di ricerca: Vienna e gli architetti della Scuola di Wagner, il Razionalismo e l’architettura tra le due guerre in Italia, Trieste e la regione del Friuli-Venezia Giulia.
Emerge in tutta la sua originalità l’appassionata indagine di Pozzetto sul significato civile dell’architettura nelle opere dei grandi ideatori che, tra la fine dell’Ottocento e lungo tutto il Novecento, hanno configurato, grazie ai loro progetti urbanistici, il paesaggio e il territorio circostanti.
Marco Pozzetto (1925-2007) è stato, tra gli storici dell’architettura, una delle figure più autorevoli. Studioso della cultura mitteleuropea, fece conoscere la Scuola di Wagner e la qualità dei suoi più dotati allievi attraverso uno scavo critico delle fonti, la cui accuratezza è rimasta ineguagliata. Il suo saggio La Scuola di Wagner 1894-1912 (Comune di Trieste, 1979) resta un classico del modernismo transalpino e le sue monografie su Jože Plečnik e Max Fabiani sono la testimonianza del suo eccellente metodo storiografico.
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