Dragan Velikić
LA FINESTRA RUSSA
Ruski prozor
Traduzione di Dunja Badnjević e Manuela Orazi
ISBN: 978-88-95538-33-4
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In copertina:
M. Sunflower Trad, Clad/Unclad 001, 2004
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La fine prima della fine, come nell’infanzia, quando chiedeva disperatamente alla madre di ricominciare daccapo la fiaba che gli stava raccontando. […] Avere più vite. Un attore che non abbandona i propri ruoli. Vagabondando nelle strade notturne di Monaco, misurava con i propri passi le distanze tra Belgrado e Budapest. Il ragazzo segue col dito la linea rossa della ferrovia. Ha viaggiato al Nord, ha cambiato alberghi, treni e donne.
Figlio di una modista e di un rassegnato giornalista di provincia, il giovane Rudi Stupar mette in atto continue strategie per restare estraneo a se stesso: intraprende una carriera di attore per la quale non è tagliato, studia una materia che non lo appassiona, infine sceglie l’esilio. Per sottrarsi al servizio militare abbandona Belgrado per Budapest, e da lì fugge inquieto alla volta della Germania, dove lavorerà, tra l’altro, in una ditta che prepara i defunti per l’ultimo riposo. In realtà, i molteplici impieghi e le inesauste flânerie sono semplici occasioni per spezzare i vincoli imposti dalla mera cronologia e intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo, propiziato innanzitutto da un fitto intrico di relazioni erotiche: molti i nomi di donna che danzano sulle labbra di Rudi in queste funamboliche pagine, molti i mondi dischiusi da quei corpi, molti i fantasmi che vengono a tormentare gli amanti.
Un romanzo magmatico e vigoroso in cui Velikić tratteggia, spostandosi con agilità nello spazio e nel tempo, la complessa scoperta di una vocazione, quella per la scrittura, grazie alla quale anche noi veniamo sollevati in un universo dove vorticano voci, echi e destini strappati all’oblio.
Dragan Velikić (1953) è uno dei più brillanti e apprezzati esponenti della letteratura serba contemporanea. Con La finestra russa ha raggiunto notorietà internazionale e si è aggiudicato i due più importanti riconoscimenti letterari in patria (il NIN e il Meša Selimović), oltre al prestigioso premio Mitteleuropa (2008) dell’Istituto per il Danubio e l’Europa centrale. Per Zandonai ha pubblicato il romanzo Via Pola (2009), il suo sorprendente esordio letterario.
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