GIZMO
MMX ARCHITETTURA ZONA CRITICA
a cura di Marco Biraghi, Gabriella Lo Ricco, Silvia Micheli
ISBN: 978-88-95538-56-3
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Sempre più di frequente oggi, nell’ambito della cultura architettonica italiana (ma in realtà della cultura italiana in generale), «manca la forza delle idee, manca il coraggio di rompere gli schemi; mancano la forza e il coraggio di prendere posizione, manca la capacità di sottoporre a critica il sistema dominante; manca l’onestà, l’integrità morale per opporsi agli interessi dei potenti; manca l’agilità per divertirsi seriamente e per essere seri divertendosi; manca l’intelligenza, la profondità per guardare al passato come a un tempo attivo, vivo; manca la sensibilità per guardare al presente come a un tempo passibile di interpretazione; manca l’immaginazione per guardare al futuro come a un tempo possibile, rispetto al quale provare ancora a dire, a progettare qualcosa».
Il gruppo di ricerca storico-critica GIZMO lancia la sfida alle debolezze e al disorientamento dell’epoca attuale, cercando di sopperire a “ciò che manca”. Lo fa con un libro che si presenta come un “progetto totale” da un punto di vista grafico e dei contenuti, organico e insieme vario e molteplice. In polemica contro lo specialismo pedante e il vuoto accademismo dominante nell’editoria e nell’università, MMX Architettura zona critica si rivolge al “territorio” della realtà contemporanea cercando di rileggerlo nella sua complessità ma al tempo stesso suddividendolo in “zone”, distinte eppur intrecciate tra loro: zona architettura, zona città, zona verde, zona teoria, zona storia, zona futuro.
Dai problemi della Milano odierna (le contraddizioni di via Padova, il fallimento di Santa Giulia, i retroscena di CityLife) alle soluzioni offerte dalle Chinatown sparse in giro per il mondo, dalle apocalittiche città del futuro immaginate dai film di fantascienza alle nuove “utopie realizzabili” proposte da giovani studi di architettura, dal disvelamento delle retoriche del “verde” alle esemplari trasformazioni di discariche in parchi, MMX compone un quadro fatto di luci e ombre, fornendo chiavi critiche per orientarvisi senza però suggerire un percorso univoco al suo interno; senza caldeggiare una “scuola” o indicare nuove “tendenze”.
Una volontà positiva, oltre che ironica e giocosa, attraversa l’intero libro. È tale spirito che ha spinto GIZMO a dedicare la sezione finale a “L’architettura che mi piace”, gioco-esercizio in cui a diversi architetti, critici, storici, studenti di architettura è stato chiesto di indicare un edificio realizzato negli ultimi dieci anni che ai loro occhi incarnasse un valore fortemente positivo, motivando le ragioni della loro scelta.
Al di là delle stesse questioni architettoniche, ciò che raccorda in maniera essenziale le diverse “zone” del libro è la consapevolezza che la “criticità” della situazione odierna – in particolar modo in Italia – è frutto di uno scontro generazionale senza precedenti; uno scontro già messo in rilievo negli anni settanta da Pasolini, in cui i più anziani di oggi oppongono una tenace resistenza nei confronti dei giovani. Accanto all’analisi critica di alcune forme di “gerontocrazia” italiana, MMX s’impegna così in modo concreto nell’abbattere gli steccati generazionali, affiancando nelle sue pagine contributi di esponenti della generazione “di mezzo” a quelli di giovani ricercatori e di studenti universitari.
Il titolo? Basta dare un’occhiata al calendario e il mistero sarà facilmente risolto.
Con contributi di
Florencia Andreola, Alberto Anselmi, Luca Astorri, Pier Vittorio Aureli Sebastiano Baldan, Lorenzo Baldini, Giulio Barazzetta, Baukuh, Marco Biraghi, Matteo Bolocan Goldstein, Pippo Ciorra, Matteo Costanzo, Dario Costi, Silvia Dalzero, Giovanni Damiani, Giulia Del Vecchio, Orlando Di Marino, Alberto Ferlenga, Mara Ferreri, Mauro Galantino, Anna Ghirardi, Stefano Guidarini, Francisca Insulza, Luca Lanini, Gabriella Lo Ricco, Franco Marineo, Gabriele Mastrigli, Silvia Micheli, Luciano Patetta, Vittorio Pizzigoni, Stefania Postiglione, Franco Raggi, Edoardo Rovida, Manuele Salvetti, Linda Stagni, Mauro Sullam, Pier Paolo Tamburelli, Martino Tattara, Fiorella Vanini, Matteo Vegetti, Matteo Vercelloni, Mario Viganò, Riccardo Villa.
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