Anne Garréta
SFINGE
Sphinx
A cura di Alberto Bramati
ISBN: 978-88-95538-46-4
ACQUISTA IL LIBROPrezzo online scontato del 15%
In copertina:
Eric D. Boegel, Veiled Portrait, 2006
© Tutti i diritti riservati
VAI ALL'ELENCO DEI LIBRI
A*** danzava: ho passato intere serate ad aspettare la sua apparizione sulla scena dell’Eden, night di alta classe della Rive gauche. E chi non sarebbe stato preso d’amore osservando quel fisico slanciato, quella muscolatura che sembrava scolpita da Michelangelo, quella pelle satinata a cui nulla di ciò che fino ad allora avevo conosciuto poteva minimamente avvicinarsi?
Immersa nelle luci notturne di Parigi e New York Sfinge è la storia di una passione divorante e anomala in cui molto viene occultato: dalla prima all’ultima pagina, infatti, il lettore non sa se i due amanti siano un uomo e una donna, oppure due uomini, o ancora due donne. E questo imprime al libro uno stile folgorante e raffinato – a tratti quasi oracolare – che consente ad Anne Garréta di sfoderare la sua stupefacente dimestichezza con gli enigmi dell’eros e una perfetta padronanza del gioco letterario.
È difficile non finire irretiti da queste pagine cariche a un tempo di sensualità e di morte: quel che la carne unisce, l’incerta identità dei due protagonisti separa, lasciandoci senza difese dinanzi alle abissali domande suscitate in noi da una divinità inconoscibile, quella sfinge che è l’amore.
Anne Garréta (1962) è stata la scrittrice più giovane a entrare nell’OuLiPo, il “Laboratorio di Scrittura potenziale” fondato da Raymond Queneau, che ha accolto, tra gli altri, Italo Calvino e Georges Perec. Sphinx, il suo romanzo d’esordio, pubblicato a soli ventiquattro anni, oltre a rivelare il suo precoce talento letterario, è stato accolto dalla critica francese come un’opera rivoluzionaria dal punto di vista linguistico. I successivi Ciels liquides (1990) e Pas un jour (2002) l’hanno consacrata tra le voci più singolari e interessanti della letteratura francese contemporanea. In italiano è stato sinora tradotto il romanzo La dissoluzione di Proust (Robin, 2001).
![]() |

