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David Albahari


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Traduzione di Alice Parmeggiani


ISBN: 978-88-95538-23-5

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In copertina: Ullstein Bild/Granger Collection, Silent film: Western
© Ullstein/Archivi Alinari



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Devo scrivere dell’amore? No, questo è un racconto sulla solitudine.

La biografia simbolica di Albahari si arricchisce di un secondo capitolo: se ne L’esca, rende omaggio alla madre, e parla attraverso di lei di un’Europa ferita ma capace di fronteggiare il peso della storia, in Zink il percorso identitario che ruota intorno alla figura paterna è più tormentato, irregolare, quasi in frantumi. Incalzato dai ricordi della lenta e straziante agonia del padre, il protagonista attraversa gli sterminati territori del Nordamerica che, con la loro vastità e solitudine, offrono la perfetta scenografia del disorientamento e della perdita di un centro, nella vita come nella scrittura. Il rapporto con il padre, segnato da atti d’amore mancati o respinti, sembra quasi impedire il racconto minandolo dall’interno: se scrivere significa rivolgersi innanzitutto al padre, alla sua assenza, giunge il momento in cui le parole non soccorrono più e si consegnano all’irriducibile distanza che le separa dalle cose.
Commovente, ironica, dotata di una chiaroveggenza dolorosa, la prosa di Albahari procede intessendo una fitta rete di paradossi e giocando al sovrapporsi dei piani narrativi. Anche l’espediente del romanzo nel romanzo, pressoché una costante nella sua opera, finisce con il mettere a nudo l’impossibilità di raccontare la morte. Resta indicibile e inafferrabile, la morte; al massimo possiamo coglierne il risuonare: un misterioso rumore metallico, che vibra per un istante nell’aria, raggelante e dolce al contempo.

David Albahari (1948), scrittore di origini ebraiche, vive da molti anni in Canada ed è tra gli interpreti più originali e controversi della letteratura serba contemporanea. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo. Tra i suoi romanzi in italiano ricordiamo, tra gli altri, Il buio (Besa, 2003), Goetz e Meyer (Einaudi, 2006) e L’esca (Zandonai, 2008).