copertina Melancolia della resistenza

László Krasznahorkai


Melancolia della resistenza


Az ellenállás melankóliája

Traduzione dall’ungherese di Dora Mészàros e Bruno Ventavoli


ISBN: 978-88-98255-01-6

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In copertina:

Elizabeth Soule, Whale, 2012

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“Krasznahorkai è il grande maestro dell’apocalisse, capace di suscitare paragoni con Gogol’ e Melville. Melancolia della resistenza riesce a essere contemporaneamente un’anatomia della desolazione nella sua forma più spaventosa e un commovente manuale per resistere a quella desolazione”

Susan Sonntag -

 

L’arrivo in piena notte di un circo che esibisce il corpo di una gigantesca balena diffonde un’ondata di gelo e di timori tra gli abitanti di una cittadina ungherese scossa da una catena di funesti accadimenti. Una schiera di misteriose figure sta per mettere a ferro e fuoco la città terrorizzata che rischia di sottometersi a un grottesco Movimento per la Pulizia e l’Ordine. Su questo scenario si staglia una galleria di personaggi indimenticabili: la crudele signora Eszter, che architetta la sua avida scalata al potere e Valuska, eroe sfortunato con la testa fra le nuvole, la sola anima pura che si aggiri tra queste pagine. A questa situazione di catastrofe incombente Krasznahorkai contrappone una macchina narrativa di stupefacente bellezza e profondità, una rappresentazione dell’apocalisse fondata sulla sproporzione e sull’allegoria, una scrittura infallibile che trascina il lettore in un vortice ammaliante. Melancolia della resistenza - da cui Bèla Tarr ha tratto il film cult Le armonie di Werkmeister, su sceneggiatura dello stesso Krasznahorkai - ha raccolto gli elogi di Imre Kertész, W.G.Sebald e Susan Sontag che ha definito il romanzo "un’anatomia della desolazione nella sua forma più spaventosa e un commovente manuale per resistere a quella desolazione".

László Krasznahorkai (1954) è uno degli autori più premiati e tradotti della letteratura ungherese. Esordisce nel 1985 con Sátántangó, che gli assegna immediatamente un ruolo di primo piano nel panorama letterario nazionale. Nel 1989 pubblica Melancolia della resistenza, da molti ritenuto il suo capolavoro e acclamato come una delle opere più importanti del decennio. Trascorre lunghi periodi in Cina e in Giappone, un’esperienza che lascerà profonde tracce nella sua opera. Pubblica in seguito Háború és háború (Guerra e guerra, prossimamente per i tipi di Zandonai) in parte concepito durante un soggiorno a New York a stretto contatto con Allen Ginsberg. Da allora ha scritto numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e di saggi. Dal 1985 ha affiancato il regista Béla Tarr come sceneggiatore, un sodalizio che ha prodotto alcuni capolavori della cinematografia contemporanea.

 

 
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